La liberta’ di culto un diritto fondamentale di tutta l’umanita’

gennaio 27 | Posted by NORDEST | Attività Distretto, Tema Nazionale Tags: ,

27-01-11

CRISTIANI: BUTTIGLIONE, BENE CONSIGLIO D’EUROPA

(ASCA) – Roma, 27 gen – Con 125 voti favorevoli e 22 contrari l’Assemblea del Consiglio d’Europa ha approvato la raccomandazione sulle violenze contro i cristiani in Medio Oriente scritta dal parlamentare Udc italiano Luca Volonte’, presidente del gruppo Ppe a Strasburgo. ”Soddisfazione” per il voto e’ stata espressa dal presidente dell’UDC Rocco Buttiglione.”Cominciamo a passare dalle parole ai fatti. Come abbiamo ripetuto in questi giorni -ha detto Buttiglione-, e’ una priorita’ dei Paesi europei tutelare concretamente i diritti delle minoranze e la liberta’ religiosa nel mondo, in particolare nelle aree mediorientali a partire dalla difficile situazione delle comunita’ cristiane. Grazie all’impegno dei deputati del Partito Popolare Europeo anche il Consiglio d’Europa ha preso atto della centralita’ di questo problema impegnando i Paesi membri ad agire concretamente”.

”Particolare plauso va al capogruppo di tutto il PPE a Strasburgo, il deputato dell’UDC Luca Volonte’, che con impegno tenace e’ riuscito a ottenere questo risultato. Noi in Italia e in Europa -ha detto ancora Buttiglione- continueremo a non far mai mancare il nostro sostegno a questa decisiva battaglia di civilta’ e di liberta’ che non difende solo le vite e la liberta’ di culto di tanti cristiani, ma difende i diritti fondamentali di tutta l’umanita’ e salvaguarda con i principi essenziali della democrazia e dei diritti umani anche la nostra stessa identita”’.

24-01-11

CRISTIANI: BAGNASCO, NO A RITORSIONI CONTRO MUSULMANI IN OCCIDENTE

 (ASCA) – Roma, 24 gen – Le minacce alla liberta’ religiosa e alla stessa esistenza delle minoranze cristiane in numerosi Paesi del mondo non si risolvono ”minacciando ritorsioni o attenuando, in Italia e in Occidente, le garanzie dei cittadini provenienti dagli Stati che non assicurano parita’ di trattamento”. Lo ha detto il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nella prolusione con cui ha aperto ad Ancona i lavori del Consiglio permanente.”Nessuno Stato – ha detto l’arcivescovo di Genova – accetta oggi tranquillamente condizioni di disuguaglianza nei rapporti economici, politici e culturali: se questo e’ vero, ed e’ fatto valere nelle sedi internazionali, occorre che il problema delle piu’ elementari garanzie negate alle minoranze religiose – in non poche situazioni nazionali – venga posto con la lucidita’ e l’energia necessarie. Si apre qui, e’ noto, un problema drammatico di reciprocita’, che non si risolve minacciando ritorsioni o attenuando, in Italia e in Occidente, le garanzie dei cittadini provenienti dagli Stati che non assicurano parita’ di trattamento. Anziche’ procedere con mezzo passo in avanti, se ne farebbe uno indietro’.”Questo pero’ – ha precisato Bagnasco – non puo’ essere un alibi per incrementare colpevoli acquiescenze o finti pragmatismi. Si puo’ e si deve urgentemente porre la questione della liberta’ religiosa nelle sedi internazionali – Unione Europea, Onu…- al fine di aprire gli occhi e mantenerli aperti, insistendo affinche’ nei singoli Stati vi sia un sistema minimo di garanzie reali per la liberta’ di tutte le fedi.

Esiste la possibilita’ di istituire degli osservatori internazionali in grado di controllare quello che concretamente avviene nei singoli territori. E’ ragionevole presumere ci siano, in ogni Paese, settori di opinione pubblica sufficientemente maturi da comprendere che l’estinguersi delle minoranze interne non puo’ non segnare un’involuzione massimalista, quando non totalitaria. Cio’ spiega il dibattito magari sottotraccia che esiste anche nelle situazioni piu’ blindate, come pure gli appoggi che i cristiani ricevono sempre di piu’ anche da esponenti di religione diversa”.

Per il presidente della Cei, la questione ”di una fondamentale liberta’ religiosa, e’ da sollevarsi opportunamente nelle sedi multilaterali, come nelle relazioni bilaterali, e nei rapporti informali tra rappresentanti di Paesi diversi, avendo cura che l’interessamento puntuale non abbia a scatenare ritorsioni sulle spalle gia’ oberate di chi soffre. Passi molto importanti in questo senso sono stati compiuti dall’Italia, e di cio’ noi Vescovi non possiamo non essere grati”

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