Sezione di San Bonifacio
BPWITALY – FIDAPA: SEZIONE DI SAN BONIFACIO (VERONA)
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COMITATO DI PRESIDENZA DI SEZIONE per il biennio 2011/2013
Vice Presidente: Prof. Emma Vincenzi
Segretaria: Luisella Vetrioli
Tesoriera : Gianna Giuliari
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Sono state inoltre elette Consigliere:
Graziella Vetrioli, Luciana Endrizzi, Carla Corame, Maria Gobbo, Carla Burato e Arianna Bissoli.
Sono state inoltre nominate:
Dott.ssa Eleonora Mazzon, segretaria esecutiva,
Luciana Endrizzi, socia cerimoniera,
Carla Cherubin Responsabile “Gruppo di lavoro per i festeggiamenti del 15ennale della sezione”.
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La sezione di San Bonifacio è stata fondata il 26 febbraio 1997 per iniziativa di alcune donne volitive, organizzate, coinvolte e motivate all’inizio da Maria Castagna, coordinate poi da Marisa Saggiotto Massignan, prima presidente della sezione. Caratterizza la sua attività nel rispetto delle tradizioni e della cultura locale, con un’attenzione particolare per le attività economiche connesse allo sviluppo del territorio. A febbraio 2012 la sezione festeggerà 15 anni di attività.
La Fidapa di San Bonifacio sottolinea come il tema del lavoro femminile in ogni sua espressione, insieme alle numerose attività culturali associative, sia argomento di aggregazione. L’Unione Europea ha individuato infatti nella creatività e nell’innovazione la vera chiave del successo nell’era della globalizzazione. Bisogna investire sulle donne ed eliminare quelle condizioni che impediscono non tanto l’accesso al mondo del lavoro quanto l’avanzamento di carriera e il raggiungimento di ruoli direttivi e soprattutto lavorare perché le donne, a parità di competenza ed esperienza, possano godere di parità di retribuzione. Il nostro impegno prosegue nel vigilare perchè le leggi conquistate continuino ad essere attuate, perché le condizioni di studio, di lavoro e di vita delle donne godano delle giuste politiche di conciliazione. L’impegno delle socie FIDAPA di San onifacio vuole essere solidale e rappresentativo di tutte le donne del territorio.
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San Bonifacio: cenni storici
Nella zona di San Bonifacio probabilmente esistevano piccoli villaggi (vicus o pagus) fin da epoche remote con epicentro sull’altura della Motta, tuttavia non se ne hanno prove documentarie o archeologiche. Di epoca romana abbiamo l’ara dedicata a Mercurio (attualmente murata, come pietra angolare, nel campanile della chiesa parrocchiale), un’ara di marmo dedicata a Giove ed iscrizioni trovate a Villabella (ora in musei di Verona). La via Postumia attraversava (probabilmente) a nord il territorio di San Bonifacio. In particolare, a Villanova, venne trovato nel 1942 (in occasione dell’allargamento dell’ex SS 11), a circa due metri sotto il letto del torrente Tramigna (che qui si getta nell’Alpone) un ponte romano sovrastato da una via romana dai caratteristici blocchi di sasso nero, consumati dal passaggio di ruote. Secoli dopo la famiglia dei Conti di San Bonifacio approfittò della situazione per estendere i suoi domini anche in queste terre “sambonifacesi” dando cosi l’attuale nome al paese. La Famiglia dei Conti di San Bonifacio primeggiò per quasi due secoli nella Città di Verona, della quale i San Bonifacio furono anche spesso Conti e Podestà.
Sempre nel XII secolo nacquero alcune realtà rurali come i Comuni di San Bonifacio, di Villanova e Locara. Non è un caso che la chiesa di Sant’ Abbondio venga costruita fuori dalle mura e a Locara si costruisca una nuova chiesa indipendente dall’abbazia di Villanova: questi sono segni di una volontà d’indipendenza come quella di un comune rurale. Nel 1222 abbiamo il primo documento che dimostra l’esistenza della chiesa di Santa Maria Maggiore (dove ora sorge, con stesso titolo, il Duomo), chiesa nella quale si trasferì l’arciprete di Sant’Abbondio ancora prima della distruzione del castello. Sia la chiesa di Sant’Abbondio che la chiesetta di San Bonifacio, infatti, vennero distrutte nel 1243 assieme al castello dal tiranno Ezzelino da Romano (che già aveva assediato il castello nel 1237). San Bonifacio, passata sotto il dominio scaligero, divenne così una villa di confine e la sua Pieve dipendeva dalla Diocesi di Vicenza. Per assicurarsi la fedeltà dei sambonifacesi, nel 1299 Bartolomeo della Scala stipulò un patto col Comune di San Bonifacio (ripreso da tutti i successivi dominatori di Verona)
Ciò che cambierà profondamente il paesaggio sambonifacese a metà dell’800 sarà il tracciato della “strada ferrata lombardo-veneta” detta anche “Ferdinandea”. Essa aveva una stazione (eretta nel 1849) nel Comune di San Bonifacio e lo attraversava interamente collegando Milano a Venezia. Fu una fortuna per l’economia locale. Nel 1876, con San Bonifacio nel regno d’Italia, si costruì l’odierno Municipio, realizzato su disegno di Antonio Caregaro Negrin. Nello stesso anno si sostituì il vecchio ponte sull’Alpone (quello che conduceva alla Motta) con un altro (l’attuale) avente strutture in ferro ma più basso degli argini.
Oggi San Bonifacio è un importante centro economico, dinamico e produttivo. Aziende importanti insieme ad altre interessanti, creano un tessuto che non è solo lavorativo ma anche socialmente e culturalmente molto fervido.





