San Donà di Piave: Equal Pay Day e Open Day Fidapa

maggio 4 | Posted by NORDEST | Comunicazioni, Equal Pay Day Tags: , ,

  

 Si è tenuto oggi 4 maggio presso l’hotel Best Western Continental  di San Donà di Piave un incontro con il duplice scopo di presentare alle socie e al pubblico   l’Associazione FIDAPA BPWItaly  e nel contempo  parlare con un’esperta del problema del lavoro delle donne e del divario retributivo.  La Presidente della Sezione, Leonilde Collauto, ha illustrato  la nuova campagna divulgativa della FIDAPA,  OPEN DAY FIDAPA, un progetto che ha lo scopo di INFORMARE le   socie, la comunità e le istituzioni su che cos’è FIDAPA, come opera, gli obiettivi e gli scopi che persegue, ripercorrendo gli eventi del  nostro passato (che cosa abbiamo realizzato fino ad oggi), il  nostro presente (che cosa stiamo facendo, quali sono gli obiettivi del biennio in corso), ed il futuro (che cosa vogliamo raggiungere a livello nazionale ed internazionale). Nel suo intervento la  Presidente della Sezione ha ripercorso le tappe del cammino di Fidapa e della International Federation Business and Professional Women a cui Fidapa è affiliata dal 1930, soffermandosi su alcuni temi che fanno parte della programmazione del biennio 2017/2019 come il Tema nazionale: La creatività  femminile, la cultura dell’innovazione motori di diverso sviluppo socio-economico. Obiettivi e progetti” e il Tema Internazionale : «Empowering Women to Realize Sustainable Development Goals» (Agenda 2030) Salvaguardare lo sviluppo del pianeta, garantire il diritto al cibo, costruire una società più equa…..Teaming up, fare squadra, sviluppando le  pari opportunita’ in tema  di lavoro, di retribuzione, riequilibro di genere nei luoghi decisionali, conciliazione vita e lavoro, difesa della maternità, medicina di genere e lotta agli stereotipi, che ostacolano il raggiungimento della parità tra i sessi. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo aver presentato la biografia della relatrice, La Presidente Collauto passa la parola alla  dott. ssa Cristina Calzavara,  Consigliera di parità supplente della Città Metropolitana di Venezia, che illustra i compiti della Consigliera di parità, una figura istituzionale nominata  dal Ministero del Lavoro con la finalità di svolgere funzioni di promozione e di controllo dell’attuazione dei principi di uguaglianza, di opportunità e di non discriminazione tra donne e uomini,   e informa sull’esistenza di  opportunità e  finanziamenti che alcune leggi  mirate a  favorire la conciliazione tra vita e lavoro hanno offerto in  questi ultimi anni; purtroppo i fondi messi a disposizione sono ultimati, ma le Regioni hanno la possibilità di presentare progetti sulla conciliazione, come pure lo possono fare Aziende Family Friendly, in possesso di una certificazione, il  ‘marchio’ Family Audit’, ideato dalla Provincia autonoma di Trento e promosso su scala nazionale dal Dipartimento per le politiche della famiglia, che garantisce una migliore  performance aziendale offrendo ai dipendenti una condizione di work-life balance. Mettere le persone e il capitale umano nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie potenzialità significa  favorire i dipendenti  senza penalizzare la competitività delle aziende stesse.   

Perchè nascono queste iniziative? Perchè la situazione delle lavoratrici soprattutto quando sono madri è caratterizzata da tutta una serie di misure che rallentano la carriera, favoriscono la disparità salariale e producono effetti negativi sulle future pensioni.  Il gap retributivo medio di genere è di 100 €, ma quando si passa ad inquadramenti più alti le differenze diventano più forti: i dirigenti donne percepiscono 200 euro in meno, i quadri circa 360 euro in meno. Aumentando l’età, dopo i 40 anni, gli uomini hanno stipendi più alti fino ad oltre 200 euro e più dopo i 60 anni. Anche a parità di titolo di studio le donne guadagnano meno (circa 290 euro di meno di un uomo con lo stesso titolo di studio). Le pensioni inferiori a 1000 euro sono percepite dal 50% delle pensionate contro il 22% dei pensionati (elaborazione ufficio statistiche regione Veneto dati ISTAT  2015)

Quali sono le cause? Si registrano due diversi parametri di divario retributivo: retribuzione oraria lorda in cui l’Italia è in ottima posizione (5,5%di divario) rispetto all’Europa (16,3%) e   divario retributivo complessivo(differenza tra salario annuale medio percepito da donne e uomini); in questo caso l’Italia presenta un divario pari al 43,7% contro il 39,3% della media UE a 28 paesi (Eurostat). 
In sostanza il differenziale retributivo complessivo appare segnato dal diverso peso dei carichi di lavoro non retribuito che gravano sulle donne,  (casa, figli, famigliari anziani, disabili…), a cui s’aggiunge  il tema del lavoro sommerso soprattutto al sud, per cui l’Italia sconta  una delle posizioni più basse in Europa. . 
Se consideriamo l’impegno per conciliare famiglia e lavoro in Veneto vediamo che le donne continuano a svolgere l’80%del lavoro domestico, nel caso di coppie in cui lavora solo l’uomo. Le donne si accollano il 70% del lavoro domestico nel caso in cui entrambi i partner lavorino fuori casa. Il 36,2%delle donne occupate ha un contratto part time contro il 4,3%degli uomini. 

Il differenziale occupazionale tra uomini e donne è ancora pari al 20% (diminuito dal 31% del 1993, ma solo perchè anche molti uomini nel frattempo sono stati licenziati in misura maggiore delle donne). Per riassumere le donne fanno più ricorso al part time, hanno meno possibilità di fare straordinari, minor accesso a indennità e maggiorazioni per particolari condizioni di lavoro, minor ottenimento di bonus/benefit, maggiori difficoltà a tenere il posto in caso di lontananza dal posto di lavoro o di trasferimenti aziendali, interruzioni di carriera per congedi di maternità o altre esigenze di cura. 

Il soffitto di cristallo: divario di genere nella carriera professionale. Se è vero che sono in  aumento le posizioni di vertice delle donne di tutto il mondo anche in settori come la finanza, la strada per la parità è ancora lunga. Nella Regione Veneto i lavoratori con carica dirigenziale sono solo 1,4% del totale degli occupati, di cui il 20%  costituito da donne. Si passa al 31% dei quadri. Nelle posizioni più basiche della carriera, impiegate, infermiere, docenti, badanti ecc. le donne sono la maggioranza, ma scarsamente rappresentate nelle posizioni di vertice. Quindi le donne nella stragrande maggioranza si concentrano nelle attività meno remunerate e si mantengono a livelli più bassi.  

Che fare? Tra i progetti della Regione Veneto il DGR FSE n. 254/2016 Pari opportunità nel lavoro che cambia – Investiamo nell’occupazione femminile –   ha l’obiettivo di favorire l’introduzione in azienda di sistemi di smart working (lavoro agile, flessibile) per avviare e migliorare le politiche di conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro

Queste e molte altre sono state le informazioni e i consigli che la Dott.ssa Calzavara ci ha fornito, che ci siamo proposte di diffondere e di approfondire.

Alla dott.ssa Cristina Calzavara è stata consegnata la Nuova Carta dei Diritti della Bambina con l’intento che sia divulgata anche nel territorio della Città Metropolitana di Venezia.  

 

Breve profilo della relatrice: 

CRISTINA CALZAVARA, consigliera di parità supplente – 

Istruzione e formazione: Laurea in Economia e Commercio (2000), Abilitazione all’esercizio della professione di Commercialista (2002), Master: Europrogettazione (2011), Gestione Politiche familiari (2012/13), Formazione Auditori Regione Veneto (2012/14), Professionalizzante per Consulenti e valutatori Family Audit (2015).
 

Esperienze professionali in corso al 27/01/2017: Partner di progetto FSE Regione Veneto per “Pari opportunità nel lavoro che cambia”, valutatrice Family Audit presso varie organizzazioni aziendali, partner di progetto “Alleanza per le Famiglie della Riviera del Brenta” (sempre FSE Regione Veneto), percorso di “Audit Famiglia&Lavoro” presso vari enti e organizzazioni, consulente presso aziende private ed enti pubblici di progetti della Regione Veneto in materia di “Incentivi per Aziende Family Friendly” e “Programmi Locali dei tempi e degli Orari”.  

 

 

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