A Mestre il secondo incontro della Commissione distrettuale AMBIENTE e TURISMO

Marzo 25 | Posted by NORDEST | Comunicazioni, Approfondimenti, Attività Distretto Tags: , , ,

tav. aut Sabato 15 Marzo 2014, a Mestre, presso l’Hotel Plaza, si è svolto il secondo incontro della Commissione distrettuale AMBIENTE e TURISMO. Ha portato il suo saluto la Presidente distrettuale Gabriella Vaglieri e ha presenziato  la Referente nazionale Alda Picone. 

Carla Ciani Bassi, Componente distrettuale della Commissione, in apertura dei lavori, ha ringraziato tutte le Sezioni rappresentate: (Bologna, Bolzano, Ferrara, Forli, Legnago-Basso Veronese, Lonigo, Pordenone, Porto Viro,  San Donà di Piave, Trieste, Udine, Villafranca-Basso Garda, Verona Centro ) e ha sintetizzato le linee di indirizzo definite nel precedente  incontro, che costituiscono i punti focali dei temi che si andranno sviluppando nel secondo incontro, di attività del gruppo: il costante collegamento delle tematiche distrettuali alle linee guida indicate dalla Referente nazionale, lo sviluppo e l’implementazione delle stesse; l’attenzione mirata e propositiva alle tematiche ambientali e ad uno sviluppo sostenibile; lo studio e la progettazione del verde in un’ottica di benessere sociale.

Due i temi affrontati nella giornata :

“L’energia delle piante per il benessere dell’uomoPoteri terapeutici del verde”, relatore  Ing. Gianmario Portale, il quale vanta un quarantennale impegno di studio e di esperienza come progettista di giardini e parchi, sia pubblici che privati. E’ studioso e appassionato di giardinaggio e botanica applicata alle piante ornamentali, svolge attività pratica oltre che teorico-culturale in campo florovivaistico e orticolo, partecipa da diversi anni alle attività culturali del gruppo “Giardini storici” dell’Università di Padova, e per diversi anni ha condotto attività presso l’Associazione “WigWam-Giardini storici” di Venezia; negli ultimi anni si è dedicato allo studio dei giardini terapeutici, idonei alla cura integrata di patologie psicologiche e psico-fisiche, alla riabilitazione e al recupero. Nel settembre 2003 ha partecipato al concorso per Giardini terapeutici  indetto nell’ambito delle manifestazioni florovivaistiche di Arona -Lago Maggiore, con il “Progetto di un giardino a struttura trifase per l’Alzheimer”; il giardino è stato realizzato ed ha conseguito il primo premio della giuria del concorso. Il suo intervento, supportato dalle immagini del verde e delle realizzazioni già effettuate, in varie parti d’Italia, ha analizzato,  la definizione di giardino terapeutico, in senso lato, e  di giardino terapeutico specifico,  definendone peculiarità e caratteristiche.  Ha sottolineato la valenza del contatto fisico con la natura e i suoi elementi nel percorso riabilitativo di soggetti fragili o disturbati. Ha mostrato,  con dovizia di esempi, le norme alle quali devono uniformarsi i giardini destinati alle persone affette da Alzheimer, tracciando una breve disamina della malattia e le menomazioni alle quali espone. La memoria non è una semplice fruizione della mente, ma è un nucleo fondamentale su cui si costruisce l’identità personale. Senza la memoria noi non sapremmo di essere ciò che siamo, saremmo dispersi di volta in volta nella contingenza delle situazioni. In modo particolare, nella persona anziana, la possibilità di ricordare la propria storia e i propri affetti, consente di mantenere un nucleo di identità che è garanzia di un legame con altre persone e con altre storie individuali. Per questo motivo i Giardini della Memoria svolgono la loro azione terapeutica attraverso una concreta stimolazione percettivo-visiva, mediata dalle piante del ricordo, che consente di conservare vive le sensazioni, i fatti, i volti, di un passato ancora significativo. Da qui l’importanza che i giardini terapeutici rispondano intrinsecamente alle esigenze e alle necessità specifiche dei soggetti ai quali sono destinati. Successivamente ha posto in luce i  benefici ottenuti da questi pazienti nel contatto diretto con il giardino, nella  possibilità di effettuare semplici lavori manuali, nel passeggiare autonomamente  in un percorso chiuso e sicuro, disegnato e attrezzato, con soste e zone delegate allo stimolo delle attività sensoriali e della memoria. Ha, tuttavia, messo in guardia dalla non corretta esecuzione di detti giardini: se non adeguatamente progettati e studiati nelle loro funzioni, sortirebbero effetti contrari a quelli per i quali sono destinati. A conclusione,  è stato ribadito come nel giardino sia possibile riappropriarsi dell’originaria relazione uomo-natura, attraverso la promozione di azioni di cura che nella loro naturalità ottengono un beneficio, altrimenti non raggiungibile attraverso le procedure classiche. Al termine dell’intervento il gruppo di lavoro ha espresso l’intenzionalità di attivarsi  per un mini-progetto, volto alla realizzazione, nel  territorio, di spazi verdi idonei a soggetti portatori di fragilità, coinvolgendo, allo scopo, le istituzioni e, per quanto possibile, privati cittadini.

Allegato scaricabile: Il giardino della memoria def

vaglieri- naz

Lo spreco del cibo in famigliaLotta agli sprechi alimentari: funzioni importanti che la famiglia può svolgere a livello di consumi e di veicolazione della spesa.

La cucina italiana è piena di piatti realizzati con scarti e avanzi. L’Italia è conosciuta per la capacità del suo popolo di produrre piatti elaborati con ingredienti semplici. Eppure il profilo che vien fuori dal Rapporto della Waste Watcher ci restituisce  un’immagine molto diversa: sei italiani su dieci buttano il cibo. In tutto ogni settimana si sprecano dai 250 grammi ai 2 chili di alimenti. Uno spreco che ammonta ogni anno al doppio del valore dell’Imu: 8 miliardi di euro. E non si tratta solo di una questione morale o ecologica: in media ogni famiglia butta nel cestino 7 euro a settimana, insieme a frutta, verdura e pane, si legge sul Corriere della Sera. Questi infatti sono gli alimenti che buttiamo con più disinvoltura. Una pessima abitudine che nemmeno la crisi ha spazzato via: “E’ vero che ci sono meno rifiuti perché si compra meno, ma si continua comunque a buttare il cibo senza averlo mangiato”, ha affermato Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market e direttore del Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroalimentari all’Università di Bologna. Il rapporto, realizzato in collaborazione con SWG, delinea anche le diverse tipologie di spreconi: dagli “accumulatori ossessionati” che stipano le scorte nel frigo come si fosse in tempi di guerra (il 9% degli italiani), ai “consumatori attenti” che cestinano un alimento solo se ammuffito o maleodorante (il 35%), a chi detesta gli avanzi (il 4%) ai “nostalgici autoisolati, arresi e senza causa precisa” che si rifiutano di riconoscere i danni ambientali dei loro sprechi (5%) per finire con gli “inconsapevoli” (il 6%) i quali non sono in grado di decidere se il cibo è ancora commestibile o andato a male. Ma siamo in tanti a non conoscere le regole di una buona gestione della spesa. Ad esempio, la data di scadenza  di un cibo non significa che dopo quel giorno gli alimenti vanno gettati via ma piuttosto che “conservano la piena qualità fino a quella data, ma che rimangono buoni da mangiare anche dopo”, spiega Segrè. “Di fatto è un’indicazione commerciale per dire quando vanno tolti dagli scaffali” dei supermercati. La maggior parte degli sprechi è colpa di chi fa la spesa una volta alla settimana, comprando frutta e verdura per i sette giorni a venire e vedendola puntualmente ammuffire alla fine del periodo (vizio che conosce il 15% degli italiani). Sono anche le maxi confezioni ad ingannare con la loro, a volte falsa, convenienza. In ultimo ci sono gli “sperimentatori delusi”: quelli che hanno il pallino per i sapori nuovi e quando, frequentemente, qualcosa non piace, lo tirano dritto nel cestino (il 10%).E se il frigo è sempre stra-bordante, a tavola ormai si siedono in pochi . “Oggi la famiglia è  cambiata: ognuno mangia dove può. Magari si fa la spesa per tutti, ma poi uno si ferma fuori, l’altro fa l’aperitivo, il terzo non fa in tempo a cucinare e ordina la pizza”. Certo i tempi cambiano e questi sono ancora più sbalorditivi se si pensa che questa è anche l’era di stressanti diete e dell’ossessione per la magrezza, paradosso che porta a “mangiare molto con gli occhi e poco con la bocca”, spiega sul Corriere della Sera Zeffiro Ciuffioletti, storico ed esperto di enogastronomia dell’Università di Firenze.

Le brevi note, sopra delineate, hanno introdotto la presentazione  della Prof.ssa Paola Monari, della Sezione di Bologna, che ha illustrato, al gruppo di lavoro, il questionario relativo al progetto  “mettiamo a dieta la pattumiera” . Il questionario, composto da 42 domande, ha lo scopo di svolgere un’indagine conoscitiva su un gruppo significativo di persone (socie FIDAPA delle Sezioni del distretto Nord Est).   La compilazione dello stesso, che potrà avvenire in forma cartacea o elettronica dovrà essere conclusa entro la fine di ottobre 2014, ciò per avere tempi congrui di elaborazione degli stessiI dati raccolti saranno ad esclusivo uso Fidapa (ai sensi del  D.Lgs 196/2003, il questionario è assolutamente anonimo e viene raccolto secondo le norme per la tutela della privacy esclusivamente per le finalità interne alla FIDAPA;  ai sensi del D.Lgs 196/2003, qualora il questionario compilato venga restituito via e-mail,  i dati verranno  elaborati,  in forma assolutamente anonima, con codici criptati, e i risultati saranno  presentati in forma aggregata).

Allegato scaricabilequestionario sprechi alimentari

 Nei prossimi incontri   della Commissione Turismo e Ambiente   distrettuale  verranno  esaminati i seguenti temi:

  • L’etichetta di origine dei prodotti alimentari, corso di lettura delle etichette commerciali. Relatrice: Alda Picone Presidente Commissione Turismo e Ambiente nazionale
  • L’alimentazione de l’inquinamento – Conservazione degli alimenti- Abitudini alimentari. Relatrice:  Dott.   Paola Sbisa’-Associazione Medici per l’Ambiente

 

Tags: , , ,