Conoscere per scegliere

Novembre 10 | Posted by SAN BONIFACIO | Comunicazioni, Approfondimenti, Attività Sezioni, legislazione Tags:

img-20161107-wa0000 Il 4 dicembre siamo chiamati ad espreimere il nostro voto per modificare o meno la nostra Carta Costituzionale. La Fidapa BpW Italy, sezione di San Bonifacio in collaborazione con il Comitato liberi Sì ha organizzato per il 19 novembre dalle ore 15.00 in sala civica Barbarani un incontro dedicato ad un approfondimento sulle ragioni del “sì” e quelle del “no” per prepararci ad un voto consapevole. Interverranno, per il “sì ” l’On.le Enrico Zanetti e per la voce del “no” l’On.le Alberto Giorgetti. Coordina gli interventi il giornalista di Telenuovo Mario Poli. Innanzitutto la scheda avrà il seguente testo: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”Per questo tipo di referendum non è previsto quorum: indipendentemente dal numero dei partecipanti, vince l’opzione (“sì” o “no”) che abbia ricevuto la maggioranza dei voti.  Si è arrivati al referendum perchè nei casi di leggi di revisione costituzionale e leggi costituzionali ogni Camera deve votare due volte a distanza di almeno tre mesi e se nella seconda votazione nei due rami del Parlamento  la legge viene approvata dalla maggioranza di due terzi dei componenti di ciascuna Camera, il referendum non avrà luogo. Nel caso del ddl Boschi le maggioranze di approvazione sono state inferiori ai due terzi. Per questo il referendum si farà.  Se il referendum costituzionale darà il via libera all’entrata in vigore del ddl Boschi, una delle novità riguarderà proprio l’altra forma di referendum costituzionale, quello abrogativo, per il quale invece è previsto il quorum. Il voto sarà sempre valido se partecipa il 50% degli aventi diritto ma se il referendum era stato richiesto da almeno 800mila elettori, il quorum scende al 50% dei votanti delle ultime elezioni. ello specifico gli italiani dovranno dire sì o no alle seguenti principali modifiche: diminuzione, da 315 a 100 del numero dei senatori (che saranno eletti durante le elezioni regionali tra i candidati consiglieri), fiducia al governo solo da parte della Camera, fine della possibilità da parte del Senato di presentare emendamenti alle leggi che non sono di sua diretta competenza con il risultato che l’iter che porta all’approvazione o alla bocciatura sarà molto più rapido. Il referendum riguarderà inoltre la modifica del Titolo V della Costituzione, con la rivisitazione di 17 articoli, che prevede che sia lo Stato a delimitare la sua competenza esclusiva, l’aumento dei poteri della Corte Costituzionale, che potrà intervenire, sempre su richiesta, con un giudizio preventivo sulle leggi che regolano elezioni di Camera e Senato, l’abrogazione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro e l’abbassamento del quorum per il referendum abrogativo qualora i promotori riescano a raccogliere almeno 800mila firme per presentarlo. La riforma in questione comporta, nelle scelte,  un forte accentramento dei poteri nelle mani del governo

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